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La rivoluzione di coscienza per il nuovo mondo

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Cinzia Contarini

In questo periodo particolare si è visto che è necessaria una rivoluzione della coscienza per trasformare l’immagine che abbiamo di noi stesse/i e del mondo.
O ancora meglio è utile smettere di pensare e abbracciare l’immaginare,
creando dentro di te le immagini che desideri vedere realizzate nella tua vita.
E crederci con molta cura, calma, amorevolezza.

In questi tempi oscuri
È opportuno iniziare a sognare ad occhi aperti.
Cosa significa?
Che bisogna dare spazio a parti represse da troppo tempo, a credere all’impossibile.
Le parti represse sono collegate all’emisfero destro.
Da troppo tempo viviamo sotto la dittatura dell’emisfero sinistro, scrive il professore Argüelles, autore del libro Il fattore Maya.
L’emisfero sinistro ha cercato di compensare la disconnessione dal destro.
Ma questa compensazione non è sufficiente per avere una vita piena di gioia e di potenzialità.
Nell’emisfero sinistro ci sono la parola, il ragionamento, ma i sentimenti, le emozioni, l’immaginazione sono nel destro.
Per amare dare e ricevere amore a se stessi e al pianeta c’è bisogno di libertà di sentimento, di ascolto delle emozioni, di passione e dedizione immaginativa.
Questo si forma a livello neuroplastico durante lo sviluppo infantile. L’essere umano è plasmato dall’ambiente in cui vive, in base al contesto e alle relazioni prende forma la tua ontogenesi.
Il passato, il presente, il futuro vivono in simultaneità nel presente, quindi l’ambiente che ci accoglie e ci plasma, influenza anche la nostra possibilità di memoria, di ricordare chi siamo, le vite precedenti e il futuro che possiamo immaginare.

Grazie al lavoro di Allan Schore, Affect Regulation and the Origin of Self (1994) e l’avvento del brain imaging si è iniziato a mettere in relazione il comportamento relazionale materno con lo sviluppo infantile del cervello.
Fondamentale è la capacità di autoregolazione affettiva della madre, in lei ci formiamo e lei contribuisce a darci forma.
“Il prezzo maggiore dell’incapacità di una madre di regolare se stessa è un blocco nello sviluppo dell’emisfero destro del bambino, della parte preposta alla regolazione delle emozioni. Uno sviluppo carente dell’emisfero destro comporta che il bambino come sua madre non sarà capace di regolare l’intensità e l’espressione delle sue emozioni e sentimenti.” dal libro Neurofeedback, Fischer

La Medicina Cinese lo spiega molto bene nell’ideogramma del cuore.
In basso vi è una coppa, sopra tre gocce, una cade dentro alla coppa e due cadono ai lati.
Quella che cade al centro è la nostra Essenza, quelle di lato le emozioni e la mente.
E’ l’essenza che deve integrare le altre due e guidare il nostro cammino.
Siamo stati una società di donne e uomini emozionali e mentali, cioè in preda spesso al caos emotivo e prigionieri di una mente ferocemente controllante, ora è necessario diventare donne e uomini spirituali, ovvero acquisire una nuova percezione di sé, riconoscendo i nostri poteri sottili per usarli saggiamente.

L’essenza corrisponde alla tua Identità Originaria che viene schiacciata e compressa, poiché il mito sociale imprigiona in una condizione di impotenza, e così si perdono i saperi animici, raccolti durante le innumerevoli vite precedenti.
Ci ritroviamo con solo l’identità autobiografica, che è una parte ridotta della nostra Essenza, e oltretutto anche questa identità ha molti vuoti mnestici.
La memoria si restringe sempre di più, ma la memoria è basilare per espandere la coscienza ed aprirsi alla vita.
Si dice che il Buddha prima di morire ripetesse questo mantra: SAMASATI- RICORDA CHI SEI.
Ogni tanto durante la giornata ripeti silenziosamente SAMASATI
Puoi fare una visualizzazione per spezzare l’ipnosi del tempo lineare.
Quando pronunci questo mantra immagina di essere ultracentenaria pronta per il tuo viaggio nell’invisibile.
Sei tu che stabilisci l’età del tuo passaggio dalla vita alla morte e anche il tempo di transito dalla morte dalla vita. Ovvero se resti consapevole puoi decidere quanto tempo restare nella dimensione ultraterrena, così spiega il Bardo Thodol e rinascere mantenendo il ricordo di chi sei.
Visualizza la scena di te pronta/o per il tuo viaggio dimensionale.
Immaginati, in un luogo bello, mentre lasci il corpo. Ti disincarni.
Immagina il tuo spirito che lascia il corpo, osserva la scena, stai nel sentire e ripeti mentalmente il mantra Samasati.
SAMASATI-Ricorda chi sei.

Ricorda chi sei. Ricorda che sei una risvegliata un risvegliato.
Per questo sto scrivendo il mio secondo libro dal titolo La Stirpe Celeste, per ricordare che veniamo dal cielo, che siamo spiriti incarnati, che l’anima non può essere dimenticata.

Dobbiamo ricordarci del cielo.
Viviamo in un cielo vuoto che non guardiamo più.
Per ritrovare te stessa/o prima di tutto devi riscoprire la tua multidimensionalità.
La visione del solo visibile, del solo materiale ci ha arenati in questa condizione di impotenza, dove la natura e gli animali sono disconnessi da noi, e si gira a vuoto, bloccati in linee di vita non soddisfacenti.
Ci sentiamo soli perché ci manca una grossa fetta di realtà.
La visione del sole visibile non è sufficiente, è una conoscenza ridotta, a metà.
Si deve recuperare la capacità delle civiltà megalitiche, degli umani del paleolitico di vedere e colloquiare con l’invisibile.

Tre sono i regni: il mondo celeste, il mondo di mezzo, il mondo infero. Solo uno è visibile, il mondo di mezzo, gli altri due sono invisibili, ma ugualmente reali.
Solo se conosci i tre regni puoi dire di conoscere, uscendo dalla tua identità frammentata.I Regni Ultraterreni vanno invocati, ringraziati, resi vivi, richiamati a sé.
Richiamare le dee e gli dei accanto a te, nella tua vita, sulla terra.
Ripopolando il cielo di amore e di vita.

La vera conoscenza è data da una visione simultanea.
Secondo lo sciamano balinese il vero essere umano aveva 4 occhi, due per guardare fuori e due per guardarsi dentro, unendo così il visibile con l’invisibile.
Questi due occhi ci sono stati scotomizzati dalla Coscienza Collettiva che agisce in modo oscuro lontano dalle Leggi Cosmiche della natura e del cielo.
Riprendiamoci questi occhi per allacciarci al cosmo, per rivedere gli spiriti, recuperando la visione del nostro spirito.
Nel tempo lineare quello scotomizzato il vivente e il morente sono distinti e separati, mentre nel tempo circolare quello cosmico, il morente continua a vedere il vivente, divenendone spirito protettore e il vivente vede i morti, gli invisibili, li celebra e li rispetta.

Coinvolgiamoci in modo più ampio e aperto con il pianeta, con le stelle, con il cielo, con il cosmo.
Rivoluzioniamo la coscienza, riaprendoci ai simboli.

VAV

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