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sogno

Dormire bene è una cosa che pochi sanno fare

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Cinzia Contarini

Dalla conferenza che si terrà domani 12 settembre a Macrolibrarsi.

https://www.facebook.com/events/1320004118140277/

Non è così semplice dormire bene in questa società poiché riposare bene è una cosa che pochi sanno fare.
Quattro sono i modi di dormire, ma solo uno va bene veramente.
1. Difficoltà ad addormentarmi o frequenti risvegli;
2. Sprofondo in un sonno incosciente dove non ricordo nulla;
3. Dormo ma ho sogni molto disturbanti;
4. Dormo bene, in modo rilassato e profondo e ricordo i sogni, e a volte riesco a guidarli.

Essere consapevoli dei propri sogni è uno strumento di crescita e di evoluzione estremamente importante e sottovalutato.
Per avere una buona qualità di sonno e di sogni dobbiamo avere un comportamento molto diverso durante la veglia. Predisporsi al riposo anche durante il giorno coincide con quello che ho detto prima, che il senso di forza interiore ha bisogno di calma e di un muoversi senza affanno.
Questo tipo di comportamento evita di sprofondare nel sonno perché si è stanchi.
Veglia e sonno sono una dentro l’altro.

E solo questo stato di riposo nell’attività consente di restare consapevoli durante la notte e compiere così un grande viaggio nel regno dell’invisibile poiché quando si dorme si possono raccogliere tesori straordinari.
Idee – ispirazioni – energie non sono prodotti del cervello, ma sono eidoi, dèi e dee, divinità, a cui possiamo ascendere nel momento che ci connettiamo all’invisibile.

Come vedete la parola di punta è ancora connessione.
Alla base del riposo vi è il rilassamento e solo il rilassamento permette di aprirsi per ricevere.
Verticalizzare e ricevere saranno dei temi molto trattati nel seminario.
Come potete notare, alla base di un buon sonno è la capacità di abbandonarsi senza sprofondare, rimanendo attivi e conservando memoria.

Come scrivo in luna, corpo, amore, conservare memoria è basilare nei passaggi dimensionali. 2 maior e 2 minor. Come sapevano bene gli antichi che curavano moltissimo questi passaggi dimensionali. Per esempio gli orfici mettevano delle piccole lamine sulle mani, sulla bocca e sugli occhi dei defunti, dove molto chiaro era l’insegnamento.

Quando cala il sole entri nel regno della invisibilità. In questo viaggio incontri un fiume nei pressi si un cipresso bianco.
Non bere l’acqua. È il fiume dell’oblio, esso ti fa perdere consapevolezza di te.
Il sonno diventa catalettico e non più un viaggio alla scoperta di tesori.
L’iniziato non beve e procede, poco più avanti incontra un secondo fiume, Memosine, le cui acque permettono di rimanere vigile, consapevole, di ricordare .
Prima di bere da Memosine devi contattare i custodi del fiume che ti fanno una domanda:
    chi sei?

La memoria è collegata all’anima, abbiamo perso pezzi di entrambe che appartengono non solo al nostro passato recente ma anche alle nostre vite passate e future.
Imparare a tessere i pezzi perduti permette di tessere nuove realtà.
Se non rispetti nessuno di questi nuovi tipi di informazioni avrai purtroppo un sonno che non nutre, che non dà nulla in termini di idee, energie, e perdi così il tuo nutrimento dall’alto.
Ade, dio delle profondità, prima o poi chiude i cancelli a chi non sa viaggiare, e arrivano le patologie che indicano che i cancelli sono stati chiusi.

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