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Stare sulle Orme della Mamma

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Cinzia Contarini

Otto Ottobre 2018 – Stare sulle Orme della Mamma
e anche ritrovare le proprie Orme, riconoscendo come sono state le orme materne.

Da questo possiamo iniziare a comprendere che tipo di impronte stiamo lasciando e se sono impronte di cui siamo veramente fiere ed orgogliose/i.

Tutte/i abbiamo vissuto e viviamo all’ombra delle orme materne.
Quello che ci serve ora è iniziare a comprendere queste O R M E.

In questa data sinuosa morbida stimolante
vi è “Tre volte Otto” movimento energetico implicito di questa giornata.

 

Viviamo in modo talmente superficiale che perdiamo di vista tante informazioni evidenti ma celate nella routine.
Non siamo più abituate/i ad osservare con placida curiosità i nostri inizi di vita, ovvero di giornata.
Diamo talmente tutto per scontato da perderci la possibilità di percepire le sensazioni energetiche dei giorni.
Ognuno di essi ha una sua peculiare atmosfera da cui potremmo trarre vigore, sostegno, piacere, conoscenza, trasformazione.

Che fare con una data che ci sembra importante per la sua struttura energetica?

Utilizzare il Linguaggio Intuitivo che è assai più libero, veloce e trasformativo del lento e mastodontico linguaggio razionale, per trovare quale significato abbia per noi.

A me la data di oggi mi suggerisce il tema dello STARE SULLE ORME MATERNE,
mi ricorda le movenze morbide e fluide di un mantello, che si muove sinuoso ed ampio sul corpo di una Donna di Potere.
Una Femmina che ama ed accetta il suo Principio Energetico, basato sul “sentire”

Così ho deciso di parlare di potere e potenzialità implose dentro che hanno assoluto bisogno di fuori-uscire

Nel mio libro Luna Corpo Amore si trova una fiaba che si intitola
” Il Bosco e il Lupo.”
Ve l’accenno perché essa è assai esaustiva riguardo al profondo legame madre-figlia, soprattutto sul passaggio di informazioni legate al loro potere energetico.
Scrivo:
“C’era una volta una Madre e una Figlia che si conoscevano nel profondo e si volevano molto bene.
La Madre percepiva i suoni del cuore della Figlia amata, sapeva sentire i sussulti del suo sangue, i bisbigli dei suoi pensieri e dei suoi desideri.
La Figlia si sentiva felice e protetta con una Madre di tale valore.
E così quando la mamma la chiamò e le disse
“Ma chérie, oggi, è il giorno in cui sei pronta per andare a trovare
la Grand-Mère nella Foresta. Il tuo sangue si sta muovendo, mi sta dicendo che è arrivato il momento della tua Trasformazione. Il bosco ti aspetta. Che dici vuoi indossare il cappuccetto rosso che abbiamo preparato per questa occasione e muoverti?”
Per la bimba fu facile rispondere Sì………….”

La Fiaba prosegue e si arriva al punto dove:
“L’abbracciò stretta dicendole: “Quando tornerai sarai sempre mia figlia, ma sarai anche completamente diversa. Il tuo odore sarà più selvaggio e allo stesso tempo più morbido ed avvolgente perché intriso della sacralità del potere che hai incontrato fuori e dentro di te. Ti aspetto vai.”
E proseguo narrando il piccolo viaggio nell’ignoto della bimba.

Ma quello che mi interessa ora è osservare quello che è accaduto in questo inizio del racconto.

Parte da una situazione di reciproca fiducia e stima, fondamentali per un sano legame di amore.
Se non si crea un’energia intrisa di questi due elementi, si inficia sin da subito il reciproco potere.
Il potere interiore viene trasmesso soprattutto da nostra madre.
Sia per gli uomini che per le donne.

Il potere esterno, più materiale è influenzato da nostro padre.
Quello interno da nostra madre.
Pertanto più viviamo con una Madre che ci ama e che ci vede con occhi colmi di apprezzamento e di sentimento, più saremo in grado di collegarci con il nostro potere interiore e di radicarci in esso.

Infatti scrivo “La Madre percepiva i suoni del cuore della figlia amata, sapeva sentire i sussulti del sangue, i bisbigli dei suoi pensieri e dei suoi desideri.”
Cosa significa? Che l’amore di questa Madre era un amore libero dal bisogno che la figlia fosse come lei voleva, che non aveva aspettative su di lei, che non proiettava su di lei la sua rabbia, o la sua impotenza.

Che era veramente interessata alle sue emozioni ( i sussulti del suo cuore), a quello che pensava (i bisbigli dei suoi pensieri) e ai suoi desideri.
In questo modo si era costruito fra questi due esseri un grandioso legame relazionale.

La Figlia si fidava della buona fede della Madre nell’insegnarle.
Credeva a quello che lei diceva perché fra di loro c’era un legame sincero.
E perché la madre dava l’esempio!
Dimostrava con le sue parole, con i suoi gesti amorevoli, pazienti e forti che era una Donna di autentico Potere Interiore. Pertanto la figlia trovava meraviglioso diventare come lei.
Lo vuole.

Lo vuole veramente!
Comprende che è una risorsa preziosa stare sulle orme della propria genitrice.
Quando la Madre le dice vai nel bosco così potrai tornare intrisa della sacralità del potere che hai incontrato, sa di cosa parla!
Sa di cosa parla!

Vuole che la figlia trovi il suo potere perché lei stessa ha la sua forza interiore, il suo fuoco interno che trasmette all’esterno.
E poiché la ama, desidera che anche lei realizzi questa forza interiore, che rende belle, sincere, effervescenti, vitali, capaci di affrontare le difficoltà e di trasformarle.
Vuole il meglio per lei, vuole che abbia una vita ricca di amore e di sapere come è stata la sua.

Ma per volerlo deve avere vissuta una vita di questo tipo!
altrimenti non solo non può volerlo, ma ancora peggio, non sa neanche che esiste una vita di tale valore personale.

In questo società infatti, in più di vent’anni di clinica, di seminari, di costellazioni energetiche, ho raccolto infiniti racconti di madri che si erano perdute, che trasmettevano informazioni alle figlie e ai figli di obbedienza al volere altrui, di sottomissione alle difficoltà della vita, che ignoravano i sussulti dei loro cuori e dei cuori dei figli/e, che non avevano la benchè minima idea dei loro desideri più veri e grandiosi.
Madri che hanno vissuto ingoiando le emozioni, o buttandole fuori con tanta rabbia e rassegnazione.
Che trovano più importante pulire continuamente casa, o bere e fumare sigarette in attesa di qualche affetto con cui seppellire il proprio senso di impotenza e di solitudine.

Donne che si erano perse a se stesse, impaurite e stanche. Ingorde di sensazioni stimolanti per vincere un’anemica inerzia animica.
Donne dolci intelligenti colme di passione ma senza Direzione, confuse dal continuo girare a vuoto.

 

In più di 20 anni di clinica, mi sono resa conto quanto dolore e quanta rassegnazione astiosa abbiamo seppellito dentro ai nostri cuori.
Ma la scintilla non si spegne facilmente.
Basta riconoscere che così non va e volere a tutti i costi cambiare, dando come obolo, il proprio impegno, la propria parola,
che il movimento del Bosco e della Luna si rimette in moto,
con la Madre Cosmica pronta a guarire le ferite più profonde, e anche, in exstremis, a soffiare nella nostra bocca il respiro della vita.

Basta riconoscerlo e dire che si vuole e tutto ricomincia a muoversi. Lentamente o velocemente dipende da con quanta convinzione diciamo sì lo voglio.
Ma lentamente o velocemente comunque si riavvia.

Poiché non siamo nate per viver come brute/i, ma…………….

per seguire virtude e conoscenza.

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